Con la trasformazione avvenuta nel 1932 entrò in servizio il nuovo materiale rotabile progettato e costruito da Officine Italiane Ernesto Breda di Sesto S. Giovanni.

In base agli accordi presi tra la provincia e la SEFTA (Società Emiliana di Ferrovie Tranvie ed Automobili) questo materiale fù acquistato direttamente dalla SEFTA la quale ne sarebbe rimasta proprietaria e comprendeva: 

La SEFTA acquistò tra il 1929 e il 1932 da 2 locomotive a vapore a scartamento ordinario, che vennero radiate dal servizio dalle FS, queste ultime erano destinate prevalentemente a manovre di stazione e lungo alcuni raccordi.

Pare che siano state utilizzate anche nel periodo della trasformazione, con ogni probabilità per effettuare treni cantiere.

Terminati i lavori, una locomotiva rimase a Modena pressoché inutilizzata, mentre l’altra prestò servizio per parecchi anni a Mirandola lungo il raccordo non elettrificato che andava dalla nuova stazione allo zuccherificio.

Costruite dalla Henschel nel 1907 con numeri di fabbrica 7747 e 7748, prestarono inizialmente servizio per la Società Ferroviaria Alessandria-Ovada (SFAO) il cui servizio era affidato alla Società Veneta. 

Le due locotender avevano una potenza inferiore ai 400 CV ed il rodiggio Ct.

Nel 1913 la Alessandria-Ovada passò alle FS che assegnarono le due macchine a servizio di manovra classificandole 817.01 e 817.02.

Radiate dal servizio nel 1929, tre anni più tardi, come detto, nel 1932 passarono alla SEFTA assumendo i numeri di servizio 1 e 2.

Durante la guerra furono ricoverate all’interno delle rimesse di Modena, dopodiché tornarono per pochi anni a Mirandola.

Della 1 si è persa ogni traccia e non si è riusciti a ricostruire la sua storia non avendo trovato ne documenti ufficiali ne attraverso le testimonianze di alcuni dei ferrovieri che ricordavano sempre una sola locotender, ferma in Stazione Piccola, negli anni 50.

Si suppone sia stata venduta o più facilmente usata per fornire pezzi di ricambio per la 2 che era utilizzata raramente per brevi trasporti lungo il raccordo con le FS. 

La 2 soprannominata “Fabrizi” venne venduta nel 1962-1963 all’IMA di Genova, rientrando poi nel 1969 nelle FS con numerazione di servizio 830.005, ma accantonata ed infine demolita a Novi San Bovo nei primi anni 70′.

 

SCHEDA TECNICA

TipologiaLocotender
Ex Gruppo Appartenenza FSGr. 817
Anno Costruzione1097
Scartamento1.435 mm
CostruttoreHenschel & Sohn
Numero di Fabbrica7747 - 7748
Numerazione di Servizio FS817.001 - 817.002
Numero di Servizio SEFTA1 - 2
Rodiggio0-3-0 (C) - (Ct secondo altre tabelle)
Tipo DistribuzioneWalschaerts
Pressione di Esercizio12 Atm
Pressione Massima in Caldaia12 Kg/cmq
N° Cilindri2 esterni
Diametro Cilindri400 mm
Potenza380 - 400 CV
Velocità Massima45 km/h
Lunghezza tra i Respingenti9.595 mm
Diametro Ruote1.280 mm
Capacità Serbatoio Acqua4.500 Litri (+/- 4,5 m²)
Capacità Serbatoio Carbone150 Kg (+/- 1,5 m²)
Peso a Vuoto35.700 Kg
Peso a Scorte Massime (in servizio)40.300 Kg

Le automotrici vennero prodotte dalla Ernesto Breda nel 1932 in occasione del cambio di scartamento (da 950 mm a 1435 mm) della rete ferroviaria esercita dalla SEFTA (dal 1976 ATCM).

Da allora questi rotabili prestarono un quotidiano ed intenso servizio sulle tre linee elettrificate della rete sociale, che univano Modena con Mirandola, Finale Emilia, Vignola e Sassuolo: gli orari prevedevano in media 10-12 coppie di corse per ciascuna linea e in casi di particolare afflusso di viaggiatori, come il lunedì (giorno di mercato a Modena) o il giovedì (giorno di mercato a Vignola), i convogli potevano anche essere composti di 10 vetture.

Il progressivo calare dei traffici e un orientamento non favorevole al trasporto su ferro negli anni cinquanta-sessanta portò alla chiusura delle prime, rendendo le elettromotrici sovrabbondanti.

Nel 1982 l’ATCM ordinò alcuni elettrotreni dalla FIREMA, la cui consegna comportò la graduale uscita dall’esercizio regolare delle ultime elettromotrici rimaste.

Durante il corso degli anni le unità subirono alcuni cambi di numerazione che non ne rendono agevole tracciare la storia.

Alla chiusura della importante linea Modena – Mirandola/Finale Emilia, avvenuta nel 1964, le unità 1 e 2 furono immediatamente accantonate, per poi essere cedute ad un demolitore nel 1970.

In occasione della soppressione della linea per Vignola, le unità 6, 9 e 10 furono accantonate nel 1969 per poi, dieci anni dopo, essere smotorizzate e impiegate come rimorchiate Tc 157-159 (le Tc 158 e 159 rinumerate poi rispettivamente Tc 642 e 643).

Una sorte simile subirono anche le automotrici numero 3, nel 1993, e 5 (in ultimo rinumerata 9) nel 1987; quest’ultima, pur già accantonata, vide un saltuario utilizzo durante i primi anni settanta in conseguenza della cessione di due locomotive alla Ferrovia Casalecchio-Vignola.

La numero 4, che in passato si ritiene aver portato i numeri 2 e 10, fu la prima ad essere riverniciata nella livrea gialla ATCM, per poi essere accantonata nel 1992 in seguito ad un guasto ed in seguito alienata. 

Fu poi acquistata dal CSFT (Comitato per la Storia di Ferrovie e Tranvie) di Bologna, ma in seguito al fallimento del CSFT si trova accantonata nella stazione di Modena Piazza Manzoni.

L’unità 7 (accantonata negli anni novanta) venne ceduta nel 2010 ad un comitato di cittadini di Mezzano (Ravenna) dove è conservata come monumento.

Miglior sorte è toccata alla numero 8: restaurata nel 1992 come rotabile storico e riverniciata negli originari colori sociali bianco e blu della SEFTA, ha da allora svolto treni speciali (qualche volta fu impiegata anche in regolare servizio, in sostituzione degli elettrotreni FIREMA o delle elettromotrici belghe, durante le revisioni), per passare dal 2008 nel parco rotabili FER, poi diventata TPER, società che ha assorbito il ramo ferroviario di ATCM.

Destinate al traino dei convogli passeggeri, le elettromotrici offrivano inizialmente 16 posti in prima e 32 in terza classe in due scompartimenti di estremità separati da un vano bagagli centrale presso il quale è presente anche la cabina Alta tensione, contenente le apparecchiature di trazione.

Particolarmente curati erano gli arredi interni, con pannelli alle pareti trattenuti da cornici in mogano e rivestimento dei sedili classe in velluto rosso in prima classe; in terza classe le cornici erano in rovere e i sedili realizzati, conformemente alle abitudini dell’epoca, con perline di legno.

In anni più recenti in prima classe apparve la finta pelle, mentre nello scompartimento di terza classe, nel frattempo trasformata in seconda, su alcune vetture i sedili furono dotati di una leggera imbottitura.

Negli ultimi anni di servizio anche la prima classe fu abolita.

L’imperiale era originariamente in legno, foderato esternamente in tela olona, poi sostituita con un rivestimento in vetroresina.

Lunghi 17,250 m fra i respingenti, tali veicoli presentavano un passo di 12,8 m fra i perni dei carrelli; questi ultimi erano del tipo a longheroni portanti con bilancieri a collo di cigno (“tipo americano”) e presentavano un passo rigido era di 2,3 m. Le ruote motrici avevano un diametro di 1 m.

La massa a vuoto risultava di 42,68 t, quella a pieno carico di 46,5 t.

I veicoli erano alimentati alla tensione nominale di 3.000 V. L’equipaggiamento elettrico, di tipo elettromeccanico, comandava 4 motori MTS tetrapolari alimentati da corrente continua che consentivano una potenza oraria complessiva di 440 kW. Il rapporto di trasmissione 66/21 permetteva una velocità massima di 80 km/h. I freni erano del tipo Westinghouse.

 

SCHEDA TECNICA

Numero di sevizio1÷10
Scartamento (mm)1.435
Tensione nominale di alimentazione (V)3.000
CostruttoreBreda
Anno di cotruzione1932
RododiggioBo Bo
Lunghezza tra i respingenti (mm)17.250
Lunghezza totale della cassa (mm)16.100
Larghezza massima della cassa (mm)2.800
Larghezza massima del rotabile (mm)3.000
Altezza dal cielo dal piano del ferro (mm)3.650
Distanza tra i perni dei carrelli (mm)10.500
Passo rigido dei carrelli (interasse) (mm)2.300
Passo (mm)12.800
Diametro delle ruote motrici (mm)1.000
Numero motori4
Potenza oraria complessiva (kW)440
Potenza continua (kW)330
Peso parte Meccanica (kg)26.000
Peso equipaggiamento elettrico (Kg)16.100
Peso totale (Kg)42.100
Peso a piano carico in servizio (Kg)46.500
Peso a vuoto (Kg)42.000
Peso cassa (Kg)22.680
Velocità massima (Km/h)80
Rapporto trasmissione66/21
Sistema frenantetipo Westinghouse a pressione

Le locomotive vennero prodotte nel 1932 in occasione del cambio di scartamento (da ridotto a normale) della rete ferroviaria esercita dalla SEFTA (dal 1976 ATCM).

L’unità 53 fu noleggiata alla Ferrovia Casalecchio-Vignola, alla quale fu ceduta nel 1969; contemporaneamente la locomotiva 54 fu rinumerata 53 (fu demolita nel 1993).

La motrice 51 risulta nel 2012 in restauro, mentre la 52, ribattezzata “L.52” nel 1993, è stata ricolorata come rotabile storico e quindi passata dal 2008 nel parco rotabili FER, società che ha assorbito il ramo ferroviario di ATCM.

Destinate al servizio merci e di manovra, le locomotive dispongono di un vano bagagliaio con una capacità di 25 m³.

Sono spinte da 4 motori elettrici, alimentati da corrente continua a 3000 V, che erogano una potenza complessiva di 440 CV. I freni sono Westinghouse a pressione.

 

SCHEDA TECNICA

Numero di sevizio51÷54
Scartamento (mm)1.435
Tensione nominale di alimentazione (V)3.000
CostruttoreBreda
Anno di cotruzione1932
RododiggioBo Bo
Lunghezza tra i respingenti (mm)12.250
Lunghezza totale della cassa (mm)11.100
Larghezza massima della cassa (mm)2.600
Larghezza massima del rotabile (mm)3.000
Altezza dal cielo dal piano del ferro (mm)3.650
Distanza tra i perni dei carrelli (mm)5.570
Passo rigido dei carrelli (interasse) (mm)2.300
Passo (mm)8.050
Diametro delle ruote motrici (mm)1.000
Numero motori4
Potenza oraria complessiva (kW)440
Potenza continua (kW)350
Peso parte Meccanica (kg)21.250
Peso equipaggiamento elettrico (Kg)15.600
Peso totale (Kg)36.850
Peso a piano carico in servizio (Kg)40.000
Peso a vuoto (Kg)37.000
Peso cassa (Kg)17.680
Velocità massima (Km/h)50
Rapporto trasmissione70/17
Sistema fenantetipo Westinghouse a pressione

Nel 1932 vennero consegnate alla SEFTA 29 carrozze così suddivise:

  • 8 a carrelli di III classe (Tc 151÷158), con 64 posti a sedere
  • 3 a due assi miste di I e III classe (M 101÷103), con rispettivamente 16 e 32 posti a sedere
  • 18 a due assi di III classe (T 171÷188), con 56 posti a sedere

 

SCHEDA TECNICA

A CARRELLIA DUE ASSI
N° unità consegnate218
Scartamento (mm)1.4351.435
CostruttoreBredaBreda
Anno di costruzione19321932
Lunghezza tra i respingenti (mm)14.50013.150
Lunghezza totale della cassa (mm)13.35012.000
Distanza tra i perni dei carrelli (mm)8.300-
Passo rigido dei carrelli (interasse) (mm)1.750-
Distanza fra le sale (mm)-7.600
Larghezza massima della cassa2.8002.800
Altezza del cielo dal piano del ferro (mm)3.6503.650
Diametro delle ruote (mm)8501.000
Tara (Kg)18.25013.150 (miste)
Tara (Kg)-12.950 (II/III classe)

 

nella tabella sottostante un riepilogo delle carrozze consegnate al gruppo SEFTA nel 1932

CLASSIFICAZIONEMODIFICHENOTE
Tc 151-venduta a LFI (15-07-1987)
Tc 152-in servizio
Tc 153-in servizio
Tc 154-tolta dal servizio 01-07-1992
Tc 155-in servizio
Tc 156-accantonata nel 1980 (¹)
Tc 157Mc 101 (1937) - Tc 101 (1965)accantonata nel 1980 (¹)
Tc 158Mc 102 (1937) - Tc 102 (1965)accantonata nel 1980 (¹)
M 101T(²) 189 (1937)accantonata nel 1969
M 102T(²) 190 (1937)accantonata nel 1969
M 103-demolita nel 1969
T 171 188-accantonate tra il 1968 e il 1971

 

nella tabella sottostante  le trasformazioni di elettromotrici in carrozze (1979)

ELETTROMOTRICECARROZZARINUMERAZIONENOTE
6→ Tc 157 (1979)Tc 641tolta dal servizio il 01-07-1992
9 (³)→ Tc 158 (1979)Tc 641tolta dal servizio il 01-07-1992
10→ Tc 159 (1979)TC 643tolta dal servizio il 01-07-1992

 

Note:

Tc  =  carrozza a carrelli con 64 posti a sedere di III classe

M  =  carrozza mista a due assi con 16 posti di I classe e 32 di III classe

T  =  carrozza a due assi con 56 posti a sedere di III classe

Mc = carrozza mista a carrelli con 12 posti di I classe e 48 di III classe

(¹) =  demolite nel luglio del 1987 a Sassuolo

(²) =  carrozza a due assi (ex miste) con 48 posti a sedere di III classe

(³) =  da non confondersi con la 5 demolita  come 9 nel 1987

Gli 82 carri merci consegnati dalla Breda a SEFTA erano così suddivisi:

  • 26 carri chiusi a due assi tipo FS
  • 13 carri chiusi a due assi tipo SEFTA
  • 7 carri aperti a due assi sponde alte tipo FS
  • 32 carri aperti  a due assi a sponde basse 
  • 4 carri aperti a due assi a sponde basse con bilico 

TipologiaQ.ta (1932)NumerazioniVenduti (1936)FrenaturaLunghezza tra i respingentiCapacità ' (m²)Tara reale (Kg)Portata (t)Passo (mm)
Carri chiusi tipo FS atti estero10F 201 ÷ 210201 ÷ 205con freno a mano9.8404311.500194.500
Carri chiusi tipo FS atti estero16F 251 ÷ 266-senza freno9.1504310.500204.500
Carri chiusi tipo SEFTA5F 101 ÷ 105-con freno a mano8.840388.600153.900
Carri chiusi tipo SEFTA8F 151 ÷ 158-senza freno8.150387.550153.700
Carri a sponde alte tipo FS3Ltm 401 ÷ 403401 ÷ 403con freno a mano8.040259.900223.650
Carri a sponde alte tipo FS4Ltm 451 ÷ 454451senza freno7.390258.850223.650
Carri a sponde basse11P 1 ÷ 15-con freno a mano8.55097.450153.700
Carri a sponde basse21P 51 ÷ 71-senza freno8.55096.550153.700
Carri merci con bilico4Q 551 ÷ 554-senza freno8.55097.300153.700

 

Note:

la resistenza degli organi i aggancio era: per i carri tipo FS pari a 65t mentre per quelli SEFTA era 50t. 

TipologiaQ.taNumerazioneNote
Automotore Diesel Badoni ABL IV "Sogliola"155
Carrelli manutenzione8n.d
Scale a carrello4n.d.
Vomeri spartineve2n.d.
Autocarello benzina per manutenzione linea aerea1MC1rinumerato poi MC2
Carro diserbante1P8ex carro pianale - cisterna repurata ex staz. Mirandola
Tandem per ispezioni in linea5n.d.

Fonti: 

“Le Ferrovie Provinciali Modenesi” (C. Cerioli – P. Della Bona – G. Fantini | Cest Edizioni |SBN IT\ICCU\RAV\0713115

“Binari Tra il Reno e il Secchia” (G. Grandi | Vilmi Montanari Editore | ISBN 88-87309-02-07)

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