Società Anonima Ferrovia Sassuolo Modena Mirandola Finale

Cenni Storici:

La Società Anonima Ferrovia Sassuolo Modena Mirandola Finale (FSMMF) aveva ottenuto, dalla Provincia di Modena nel 1881, la concessione per l’esercizio della linea ferroviaria costruita a scartamento ridotto da 950 mm.

Nel 1883 fu completato il tratto Modena – Mirandola, che venne attivato il 16 settembre.

Il tratto, della lunghezza di 31,2 km, originariamente partiva nei pressi della Barriera Garibaldi a Modena e giungeva alla stazione di Mirandola FSMMF e presentava una pendenza massima del 10 per mille e raggi di curvatura di 300 m.

La trazione originariamente fu a vapore con 5 piccole locotender della potenza di poco più di 100 CV.

Il giorno successivo all’inaugurazione, il treno deragliò nei pressi della stazione di Staggia. L’8 aprile 1884 venne aperta al traffico la diramazione da Cavezzo-Villafranca a Finale Emilia.

La medesima concessionaria gestì la linea nell’ambito di una rete unitaria che comprendeva altresì la ferrovia Modena-Sassuolo e la tranvia Modena-Maranello.

Nel 1917 la concessione della ferrovia passò alla SEFTA, che tra il 1929 e il 1932 operò l’elettrificazione e la conversione dello scartamento a quello normale.

La linea, che terminava alla stazione di Mirandola FSMMF, nei pressi dell’attuale condominio “I Tigli” situato in Viale della Libertà (all’epoca denominata Viale della Stazione) venne prolungata, fino al punto di interconnessione della costruenda Ferrovia Rolo-Mirandola (mai terminata) dove venne costruita ed inaugurata nel 1932 la nuova stazione di Mirandola SEFTA (tuttora esistente e ad oggi riconvertita a terminal per autocorriere).

La ferrovia fu ristrutturata dopo i danni subiti a causa della seconda guerra mondiale; ciononostante, dopo l’acquisizione della SEFTA da parte dell’amministrazione provinciale nel 1963, la linea venne soppressa il 6 settembre 1964 e sostituita con il servizio passeggeri effettuato con autocorse.

La ragione addotta fu il crollo del traffico passeggeri dovuto all’avvento della motorizzazione privata, che rendeva scomodo l’uso del treno, anche in conseguenza della lontananza delle stazioni dai centri abitati serviti.

Il trasporto merci era esiguo e la linea, costruita su terreni alluvionali, richiedeva forti spese di manutenzione, che i proventi d’esercizio e le sovvenzioni statali non potevano più colmare.

 

Diramazione per Cavezzo – Finale Emilia

Il tratto che da Cavezzo raggiungeva Finale Emilia fu aperto all’esercizio l’8 aprile 1884. 

La tratta, della lunghezza di 20,11 km, aveva pendenza massima del 5 per mille e raggi di curvatura non inferiori a 300 metri.

 

Recupero della ex linea ferroviaria

Il tracciato dell’ex ferrovia è oggetto di recupero e trasformazione in pista ciclabile da parte dell’amministrazione provinciale di Modena, che ha realizzato un percorso lungo circa 25 km, completamente asfaltato e pianeggiante, nella parte nord.

Inizialmente è stato riaperto il tratto da Mirandola a Medolla, intitolato all’ambientalista brasiliano Chico Mendes, mentre nel 2005 il tratto da Medolla a Villafranca è intitolato alle donne partigiane della seconda guerra mondiale. Il 23 giugno 2007 è stato inaugurato il tratto da San Felice sul Panaro a Finale Emilia.

Nella parte meridionale dell’ex ferrovia è stato realizzato, sempre nel 2005, un tratto di 8,5 km tra Bastiglia e Modena.

La manutenzione ordinaria dell’infrastruttura, di proprietà della provincia di Modena, è affidata ai comuni interessati attraverso un’apposita convenzione e un finanziamento provinciale annuale.

Resta ancora da iniziare il recupero del tratto centrale tra Villafranca di Medolla e Bastiglia, che attraversa i territori di San Prospero e Bomporto. Quest’ultime due amministrazioni comunali hanno deciso infatti dedicare le proprie risorse finanziarie prioritariamente altri collegamenti ciclopedonali, dal momento che il tracciato non attraversa nuclei abitativi particolarmente popolosi.

Nel maggio 2011 i comuni di Bomporto e San Prospero hanno ribadito che le proprie priorità consistono nel completare prima i collegamenti con le frazioni.